
Sembra che la discussione attorno al cosiddetto
Trusted computing si stia movimentando sempre più. In sostanza si tratta di una serie di misure che verranno applicate a presumibilmente ogni apparecchio elettronico, a cominciare dai PC, in modo da controllare, al posto dell'utente, il flusso di dati e permettere o meno la loro fruizione. Al centro di queste misure c'è il chip Fritz.
Per capire maggiormente di che cosa si tratta, consiglio la lettura delle
FAQ del sito
no1984.org, seguito da questo
interessante filmato, sempre in italiano. La versione inglese delle FAQ è
questa, più precisa.
Anche Richard Stallman ha prodotto un
consistente scritto in merito, che fa interessanti affermazioni sullo stravolgimento del significato delle parole comuni di internet usate nei comunicati stampa e dal marketing in generale. Un'altra fonte di informazioni è l'
articolo di Wikipedia.
È triste leggere come le multinazionali dell'hardware e del software si stiano organizzando per, in fin dei conti, aumentare a dismisura i loro già altissimi guadagni controllando di fatto
direttamente il mercato: qui siamo oltre il monopolio, si va a controllare il flusso di informazioni nelle comunicazioni interpersonali, fino all'assurdo di
non poter più accedere neanche ai propri scritti, nel caso risultassero non graditi a chi controlla il chip che attua il TCPA. Inoltre i formati proprietari diventerebbero impossibili da utilizzare ad eccezione che coi programmi designati dal produttore allo scopo: si pensi ad esempio al formato MSWord, che già domina la trasmissione dei documenti anche ufficiali, nonostante i suoi grandi problemi di riservatezza e sicurezza: nessuno potrebbe vederne i contenuti eccetto Word stesso; il monopolio sarebbe totale.
Se la parola
fiducia venisse usata per quello che significa realmente, una tecnologia come GPG permetterebbe di risolvere la stragrande maggioranza dei problemi che affliggono gli utenti di internet di oggi.